Fondazione Caldesi
La Fondazione “Scuola di Pratica Agricola Furio Camillo Caldesi”, dal 1910, si propone lo sviluppo dell'istruzione e della cultura in ambito agricolo attraverso corsi, convegni, manifestazioni e curricoli scolastici.
L'Istituto Agrario
Sulla proprietà della Fondazione Caldesi, rappresentata da fabbricati scolastici e da un podere di circa 13 ettari, dal 1962, opera l’Istituto Professionale Statale ai Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale.
Villa Orestina
In una villa, denominata Villa Orestina, adibita a centro didattico, la fondazione Caldesi organizza corsi, manifestazioni, mostre finalizzati al miglioramento della cultura professionale nel settore agro-ambientale.

SCUOLA DI PRATICA AGRICOLA

“Furio Camillo Caldesi”

STATUTO
 
Art. 1

E istituita in Faenza una Fondazione denominata: "Scuola di pratica agricola Furio Camillo Caldesi".
La sede della Fondazione potrà essere stabilita unicamente en­tro il Comune di Faenza.
 
Art. 2

La Fondazione non ha scopo di lucro e si propone lo sviluppo dell'istruzione e della cultura nell'ambito agricolo. Ai fini dell'art. 7 del D.P.R. 361/2000 è espressamente stabilito che le fi­nalità della Fondazione si esauriscono nell'ambito di una sola Regione (Emilia Romagna).
La Fondazione avrà, in particolare, lo scopo di:
  • formare abili lavoratori agricoli e provvedere all'addestramen­to professionale di coloro che intendono conseguire qualifiche di mestiere per l'avviamento al lavoro nel campo agricolo;
  • contribuire con quei mezzi che sembrano meglio idonei ad elevarne le condizioni morali, intellettuali ed economiche;
  • assumere quelle iniziative che saranno ritenute più opportune per promuovere il progresso agrario.
     

Art.3

II patrimonio della Scuola, eretta in Ente Morale con Decreto Reale 12 marzo 1885 n. MCDXIV (serie 3°, parte supplementa­re), è costituito:

  • dai beni lasciatele in eredità dal suo fondatore sig. Cav. Lodovico Caldesi con testamento olografo in data 16 settembre 1882 pubblicato il 26 maggio 1884, per gli atti del Notaio di Faenza avv. Luigi Brussi;
  • dai beni pervenuti per donazione disposta in favore del Comu­ne di Faenza dagli eredi del fu dott. Vincenzo Guidi, allo scopo di concorrere all'incremento dell'agricoltura pratica, con atto in data 10 novembre 1901 a rogito del Notaio di Faenza avv. Angelo Bucci;
  • dai beni lasciati in eredità al Comune di Faenza dal sig. Vin­cenzo Salvi, allo scopo di dare impianto ad una Scuola prati­ca di agricoltura, con suo testamento in data 1 novembre 1895, consegnato in forma segreta al Notaio di Faenza dott. Angelo Mergari il 16 marzo 1896 ed aperto e pubblicato il 16 giugno 1908;
  • dai beni che potessero pervenire alla Scuola o al Comune dì Faenza per scopi analoghi a quelli della Scuola stessa, e che non siano in opposizione alle norme fondamentali del presen­te Statuto;
  • da donazioni, lasciti testamentari sovvenzioni, finanziamen­ti e contributi di ogni genere versati da Enti pubblici e priva­ti, persone fisiche e giuridiche, istituzioni internazionali e co­munitarie, soggetti italiani e stranieri, destinati al patrimonio della Fondazione.
Tale patrimonio potrà venire aumentato e alimentato con oblazioni, donazioni, legati, ed erogazioni di quanti abbiano de­siderio ed amore al potenziamento della Fondazione.
La Fondazione provvede al conseguimento dei suoi scopi an­che con le rendite del succitato patrimonio.
 
Art.4
 
La Fondazione svolgerà ogni anno corsi attinenti le discipline agrarie. I corsi saranno tenuti da soggetti dotati di conoscenze, sia pratiche, sia tecniche, nel campo dell'agricoltura. Ad integrazione di tali corsi, ed allo scopo di diffondere l'idea di come la sana teoria non sia mai in disaccordo con la buona pratica, la Fondazione utilizzerà la sua proprietà per le esercitazioni prati­che e le prove dimostrative. Il programma dei corsi è approvato dal Consiglio di Amministrazione.
 
Art.5
 
Alle conferenze e alle lezioni pratiche potranno comunque es­sere ammessi tutti gli operatori agricoli. Ai soli iscritti che avran­no regolarmente frequentato il corso potrà essere rilasciato un certificato di frequenza e di profitto. Inoltre il Consiglio di Am­ministrazione si riserva di elargire premi in denaro agli alunni che avranno seguito i corsi con maggiore profitto e maggiori disagi.
 
Art.6
 
Organi della Fondazione sono il Consiglio di Amministrazio­ne e il Collegio dei Revisori Contabili.
 
Art. 7
 
II Consiglio di Amministrazione è composto da sette membri, uno dei quali ne è il Presidente.
Il Presidente e cinque membri saranno nominati dal Sindaco del Comune di Faenza; il settimo membro sarà il Dirigente settore politiche agricole e sviluppo rurale della Provincia di Ravenna o un suo delegato.
 
Art.8
 
II Consiglio di Amministrazione resterà in carica cinque anni ed i componenti saranno rieleggibili.
 
Art. 9
 
II Collegio dei Revisori Contabili è costituito da uno a tre membri secondo la deliberazione che adotterà il Consiglio di Amministrazione ogni qual volta viene rinnovato.
 
Art. 10
 
Al Consiglio di Amministrazione spetta:
  • di nominare e revocare i membri del Collegio dei Revisori Contabili;
  • di approvare entro il mese di dicembre il bilancio preventivo dell'anno seguente ed entro il mese di marzo il bilancio con­suntivo dell'anno precedente;
  • di prendere tutti ì provvedimenti e deliberare tutti gli atti e contratti che possono interessare la Fondazione con tutti i po­teri di ordinaria e straordinaria amministrazione.

 

Art. 11

II Presidente ha la rappresentanza legale della Fondazione di fronte ai terzi ed in giudizio. Inoltre il Presidente:

  • convoca il Consiglio di Amministrazione lo presiede propo­nendo le materie da trattare nelle rispettive riunioni; conte­stualmente convoca il Collegio dei Revisori Contabili.
  • firma gli atti e quanto occorra per l'esplicazione di tutti gli affari che vengono deliberati;
  • sorveglia il buon andamento amministrativo della Fondazione;
  • cura l'osservanza dello statuto e ne promuove la riforma qua­lora si renda necessario;
  • provvede all'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio e ai rapporti con le autorità tutorie;
  • adotta in caso di urgenza ogni provvedimento opportuno ri­ferendo nel più breve tempo al Consiglio di Amministrazione per ottenerne la ratifica.
In caso di mancanza o di impedimento del Presidente ne fa le veci il membro più anziano del Comitato.
 
Art. 12
 
II Consiglio di Amministrazione si raduna di norma in seduta ordinaria tre volte all'anno e straordinariamente ogni qual volta il Presidente lo giudichi necessario o ne sia fatta richiesta scritta da tre dei suoi membri.
 
Art. 13
 
La convocazione del Consiglio dì Amministrazione è fatta dal Presidente con invito scritto comunicato per lettera, via e-mail o fax, almeno otto giorni prima, con l'indicazione del­l'ordine del giorno da trattare, del giorno, del luogo e dell'ora dell'adunanza.
Le riunioni saranno valide anche senza le formalità di convo­cazione, qualora sia presente l'intero organo competente a deli­berare e tutti i revisori.
In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.
 
Art. 14
 
I verbali delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione devono essere trascritti in ordine cronologico su apposito registro e devono essere sottoscritti dal Presidente e dal Segretario.
 
Art. 15
 
II Segretario del Consiglio di Amministrazione viene nomina­ to dal Consiglio stesso, il quale provvede pure a determinarne i compiti.
 
Art. 16
 
II Collegio dei Revisori Contabili è composto da uno o tre membri. I componenti del Collegio sono scelti tra gli iscritti nel ruolo dei revisori contabili o negli albi dei dottori commercialisti e dei ragionieri.
Il Collegio dei Revisori controlla la gestione economico finan­ziaria della Fondazione, accerta la regolare tenuta della contabili­tà, redige una relazione sul bilancio annuale, accerta la consisten­za del patrimonio e verifica la corretta applicazione del presente Statuto e degli eventuali regolamenti.
Il Collegio dei Revisori partecipa inoltre a tutte le riunioni del Consiglio di Amministrazione. I revisori contabili durano in carica cinque anni e possono essere riconfermati. Nel caso di ces­sazione dì un revisore durante il mandato il Consiglio di Ammi­nistrazione provvede al suo reintegro. Il nuovo revisore rimane in carica fino alla data in cui doveva scadere il mandato del revisore che egli ha sostituito.
Per il compimento delle suddette attività, i revisori percepi­ranno un eventuale compenso. Le spese relative all'espletamento degli incarichi saranno rimborsate dietro presentazione della re­lativa documentazione.
 
Art. 17
 
L'esercizio finanziario della Fondazione ha inizio il 1 gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
 
Art. 18
 
II personale della Fondazione è composto dal Segretario, im­piegato, da scegliersi preferibilmente fra i dipendenti diplomati in agraria.
 
Art. 19
 
Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto, si applicano le disposizioni del Codice Civile e le norme di legge vigenti in materia.
 
  
Il presente Statuto è stato deliberato dal consiglio di Amministrazione il 26 ottobre 2006, registrato a Faenza il 6 novembre 2006 al n. 736 serie 1, per gli atti del notaio dott. Corrado Bonfanti di Faenza, repertorio n. 51668 raccolta n. 8085.

 

Le news del sito